L' estate dei Morti Viventi

AUTORE: John Ajvide Lindqvist;
TITOLO/LINGUA ORIGINALE: Hanteringen av ododa, svedese;
ANNO/EDITORE: 2005, Marsilio;
COLLANA: Farfalle;
GENERE: zombi;
PAGINE: 380;
TRADUTTORE: Giorgio Puleo;
ISBN: 987 88 317 9454 1;
PREZZO: 17,50 euro;
CITAZIONE:
"Il ridicolo può trasformarsi in qualcosa di terribile"

VOTO: ♥ ♥
TRAMA:
A Stoccolma si stà verificando qualcosa di veramente insolito: dopo un' ondata di caldo torrido si è venuto a creare un campo elettrico di grandissima intensità, tanto che le luci non si spengono più, gli apparecchi elettrici non si fermano e i motori continuano a girare; inoltre tutta la popolazione è afflitta da una terribile emicrania collettiva.. la situazione si fa sempre più drammatica ed insostenibile, ma proprio quando la città sembra arrivata all' orlo della sopportazione, tutto si ferma.
Incredibilmente però qualcosa di ancora più strano sembra stia avvenendo: i morti sono tornati in vita.

COMMENTO:
La storia è raccontata da più punti di vista, che seguono ognuno la loro vicenda personale che si intreccerà in alcuni momenti con le altre: un uomo che ha appena perso la moglie in un incidente stradale, un' anziana signora e sua nipote, due donne con strani poteri sensitivi, e un vecchio giornalista che farà di tutto pur di riavere con se il nipotino.
Come libro non è male, si legge piuttosto bene, anche se in più punti si perde un pò troppo nel discorsivo rendendolo un pò pesante; la storia non è male e devo dire che l' ho letto con molto interesse perchè volevo proprio vedere come andava a finire!! interesse, cmq, reso vivo dalla bravura dello scrittore di rendere veramente realistiche le varie reazioni delle persone difronte a questa situazione assurda.
Peccato soltanto per il finale che, devo dire, un pò mi ha deluso perchè si scende, a parer mio, troppo sdolcinatamente nel sentimentale e nel mistico.. in complesso cmq rimane un buon libro da leggere se ne aveta l' occasione, magari armati con un pò di pazienza.

CONSIGLIATO: ni.
PRELUDIO:
"Cosa significa...
Henning si abbassò e avvicinò il viso, la toccò nuovamente. Era come se fosse incollata alla lapide. Mise la mano in tasca, prese l' accendino e lo accese per vedere meglio. La larva si contrasse. Henning si abbassò ancora di più, il suo naso arrivava quasi a sfiorarla, la fiamma gli bruciacchiò alcuni capelli. No. La larva non si stava contraendo. La vedeva sempre meno perchè si stava infilando nel granito.
Cosa diavolo..
Henning battè le nocche sulla lapide, non c' era dubbio, era granito. Compatto, denso. Si mise a ridere e disse ad alta voce: -Senti un pò larva, cosa stai..-
Ora era quasi scomparsa del tutto. Rimaneva solo l' ultima parte bianca che si contorse per l' ultima volta prima di psarire nel granito. Henning passò un dito sul punto in cui si era infilata. Non c' era nessun buco, nessuna scheggiatura, era come se la larva osse stata inghiottita dalla lapide. La battè con il palmo della mano.
-Bene. Brava. Ottimo lavoro.-
Poi prese il vino e si avviò verso al cappella per andare a sedersi sugli scalini e bere.
Era stato l' unico a vedere la larva."

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2 commenti:

Fosco Del Nero ha detto...

Ciao!
Blog (finalmente) inserito! :)
Un salutone! :)

Fosco Del Nero
www.libriromanzi.blogspot.com

PanDiStelle ha detto...

vai! grazie ^^
spero di vederti spesso fra le mie pagine!!

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