Il Nome della Rosa

REGIA: Jean-Jacques Annaud;
TITOLO ORIGINALE: Der Name der Rose;
ANNO/PAESE: 1986, Germania/Italia/Francia;
GENERE: thriller storico;
ATTORI PRINCIPALI: Sean Connery,
Christian Slater, Feodor Chaliapin Jr., Volker Prechtel, F. Murray Abraham, Ron Perlman, Michael Habeck, Valentina Vargas;
DURATA: 130;
COLORE: a colori;
CITAZIONE:

"Il passo che separa la tezione mistica dalla violenza della follia è fin troppo breve."
VOTO: ****
TRAMA:
E' il 1327 quando il dotto frate Guglielmo da Baskerville, accompagnato dal novizio e giovanissimo Adso da Melk, si reca in' abbazia del nord-Italia col compito di organizzare e mediare l' imminente incontro fra una delegazione francescana e una delegazione papale, che si terrà a breve proprio fraquelle mura. Al suo arrivo però si renderà subito conto che qualcosa di strano stà accadendo: un giovane monaco è morto da poco e in circostanze a dir poco inspiegabili.
Guglielmo inizia ad indagare, con il consenso dell' abate che vorrebbe risolvere l' incresciosa situazione prima dell' arrivo della delegazione papale, ma nuove misteriose morti si susseguono senza pietà, e la chiave di tutto sembra celarsi proprio nella grandiosa biblioteca, unico luogo interdetto a i suo curiosi occhi..
Possibile che la chiave degli omicidi sia un libro? quale misterioso segreto si cela fra le inquetanti mura dell' austero ed imponente edificio della biblioteca?

COMMENTO:
Un film che sicuramente si annovera fra i cult degli ultimi 20anni, nonchè fra i miei preferiti. A suo favore vanno le interpretazioni dei vari attori, fra cui spiccano Connery, che nel ruolo del saccente investigatore è sempre perfetto e ci regala un gran personaggio, e i due vegliardi Ubertino da Casale [William Hickey] e Jorge [Feodor Chaliapin Jr.] che sono davvero spettacolari; notevole anche Ron Perlman, a quei tempi ancora sconosciuto, nei panni dello squinternato Salvatore.
Purtroppo dal punto di vista tecnico il film perde moltissimo e rimane su standard molto semplici e "piatti", quando invece luci, colori, fotografia e scenografie potevano darci veramente molto di più, vista anche l' ambientazione così suggestiva; notevole solo la carrellata di facce dei monaci, accentuate nei lineamenti fino al grottesco tanto da sembrare dei gargoyle in movimento.

Anche dal punto di vista della trama il film si discosta abbastanza dal libro originale, prendendo una piega molto più semplicistica; la cosa cmq non è un male, anzi è proprio questa sostanziale differenza fra le due opere che rende la pellicola "un buon film", che altrimenti in nessun caso avrebbe potuto sostenere il paragone con l' opera letteraria, assolutamente irraggiungibile.
Nonostante questa semplicità tecnica e di trama la pellicola riesce cmq ad essere molto interessante e a coinvolgerci fino alla fine; di sicuro un film di grande impatto.
Concludo con quella che secondo me è la frase più bella di tutto il film:

"Io sigillo quello che non doveva essere detto
nella tomba che ora divento"

CONSIGLIATO: si.
TRAILER:


LINK UTILI:
Galleria fotografica
Scheda wiki sul libro

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Beh, decisamente non è all'altezza del romanzo di Eco, ma Annaud è stato abbastanza furbo da non tentare neanche il confronto e mantenere intatta solo la parte più "thriller" della vicenda. Un film piacevole, tutto sommato.
Giacomo (blogger de "L'occhio critico")

Smilla* ha detto...

@ giacomo:
si infatti! è stata sicuramente una scelta azzeccata. sicuramente non è un must del cinema, ma resta sempre una pellicola piacevole.

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