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Cinema Horror

AUTORE: Jonathan Penner, Steven Jay Schneider;
CURATORE: Paul Duncan;
TITOLO/LINGUA ORIGINALE: //
ANNO/EDITORE: 2009, Taschen;
COLLANA: film;
GENERE: manuale alla conoscenza dell' horror;
PAGINE: 192 [illustrazioni a colori];
TRADUTTORE: Lorenza di Lella;
ISBN: 9783836509893;
PREZZO: 19,99;
CITAZIONE:
"Siamo elettrizzati all' idea di sperimentare gli aspetti più cruenti della vita.
E quelli che pretendono di non amare il cinema horror
negano se stessi e la loro umanità.
Hanno paura di quello che provano.
Hanno paura di riconoscere che un raconto dell' orrore,
quando è davvero buono,
ci turba, ci eccita e ci fa stare decisamente bene."

VOTO: ♥ ♥ ♥ ♥
TRAMA/COMMENTO:

Se il cinema horror è la vostra grande passione, o un' insana voglia della quale non potete fare a meno, allora questo è sicuramente un libro che fa per voi. Una fantastica edizione Taschen 29x23 con operta rigida, completamente e riccamente illustrata a colori che si addentra pagina dopo pagina nell' oscuro mondo dell' horror; suddiviso in 10 capitoli, Cinema Horror spazia i quelli che sono i sottogeneri più interessanti, ovvero Macellai e serial killer, Morti viventi, Fantasmi e case infestate, Donne assassine, e così via, spaziando ampiamente per tutta la produzione cinematografica, raccontandoci in maniera sempre fluida ed interessante la storia e gli aneddoti legati a quello che sicuramente il genere più controverso del cinema.

CONSIGLIATO: assolutamente si.
PRELUDIO:
"L' orrore è la realtà. La consapevolezza. E' ciò che dobbiamo affrontare; l' assassino che stà davanti a noi con i denti scoperti e brandisce un coltello. La moglie morta, distesa sul pavimento. La pelle cadente che scopriamo un giorno nello specchio, il bambino che corre dietro a un pallone senza accorgersi del camion che noi vediamo arrivare. E' l' insetto che striscia fuori dal nostro orecchio. E' un nazista al potere.
Qual è la differenza tra orrore e terrore? L' orrore è successivo al terrore. Il terrore è la suspence, la paura. E' il timore che qualcosa di orribile possa accadere. E' un rumore o un colpo sordo di cui non sappiamo l' origine, è uno strano, misterioso prurito, è non sapere dove sia il proprio bambino. Situazioni del genere ci terrorizzano. Siamo presi dal panico, travolti dallo spavento. Il terrore è ciò che si nasconde dietro la porta, la promessa del dolore. L' orrore è la realizzazione delle nostre paure, la promessa mantenuta.
Fin dall' inizio della storia dell' uomo esiste un legame tra orrore e arte. Basti pensare alle pitture rupresti che ritraevano leoni, tigri e orsi. O agli ultimi giorni di Cristo. Strage, ingiustizia, violenza e, alla fine, la vita ultraterrena. Nella Bibbia, nel Corano, negli antichi testi cinesi e giapponesi l' orrore si mescola alla spiritualità. Vi si descrivono le morti più dolorose e le paure più terribili. Ci ricordano che la fine, reale e tangibile, è sempre in agguato."

LINK UTILI:
Scheda del libro sul sito Taschen (EN)
Altri titoli della collana (EN)

Ti porterò nel sangue

AUTORE: Chiara Palazzolo;
TITOLO/LINGUA ORIGINALE: //, italiano;
ANNO/EDITORE: 2007, Piemme;
COLLANA: Piemme pocket;
GENERE: zombi;
PAGINE: 446;
TRADUTTORE: --
ISBN: 9788838462917;
PREZZO: 5,50 euro;
CITAZIONE:
"-Che ne sarà di me?
-Solo quello che tu vorrai."

VOTO: ♥ ♥ / ♥
TRAMA:
Mirta Fossati è morta. Adesso al suo posto cè soltanto Luna, una giovane sopramorta assetata di sangue e battaglie, e soprattutto di vendetta. Vendetta verso chi le ha distrutto la vita e il futuro, vendetta per chi le ha rubato le illusioni della giovinezza e il grande amore, vendetta per chi ha ucciso Mirta. Perchè Luna non ha pietà per nessuno.

COMMENTO:
Bellissima conclusione per una davvero notevole saga, assolutamente da non perdere: la Palazzolo non cede neanche per un secondo e neanche per un millimetro portandoci per mano sempre più nel fitto e nel "vivo" della storia. Peccato soltanto per quella scrittura sempre così pesante che, essendo priva di punteggiatura per i dialoghi, in una frase ripete centomila volte dico, dice, ha detto, ho detto ecc rendendo spesso piuttosto difficile la comprensione immediata di alcuni passaggi soprattutto quando si tratat di dialoghi serrati..
Il libro cmq lascia molti punti aperti verso un eventuale nuova puntata per questa interessante saga: sono svariati, infatti, i passaggi lasciati aperti ad un successivo sviluppo, come la comparsa nel prologo di un vecchio amico di Mirta che sembra avere un ruolo fondamentale ma che in realtà non ricomparirà più.. speriamo davvero in una nuova avventura dei sopramorti!

CONSIGLIATO: si.
PRELUDIO:
"C'è stato un avvistamento, dice Wolfram. Stamattina. Nei pressi di Randa. Un villaggio quindici chilometri a nord di Zermatt. Per quanto ci consta, lui è qui, dice. E traccia un circoletto all' interno della valle di Zermatt, compreso tra Randa e un puntino chiamato Tasch.
E' zona di boschi, dice. Boschi e montagne. Forse anche lui proviene da un posto simile. E si sente al sicuro, qui. In ogni caso, è attrezzato. Attualmente si stà muovendo su un fuoristrada di fabbricazione statunitense. Un Hummer H2. Un mezzo pesante, studiato per muoversi su qualsiasi tipo di terreno. Ha cambiato macchina continuamente, in questi mesi. Ruba di tutto. Forse è un ladro. Un professionista, in ogni caso. Ma l' H2 non l' ha mollato più, dalla Borgogna. Deve avere un arsenale a bordo, a giudicare dalle perdite che hanno subito i benandanti. Comunque, non credo che proseguirà verso Zermatt. L' accesso alle auto è praticamente interdetto, dopo Tasch. Quello che non sappiamo, è perchè si sia chiuso in questo cul-de-sac. Ma in ogni caso può tornarci utile. Dobbiamo spingerlo nuovamente verso nord, in direzione di Briga. Da dove proviene peraltro. Non si capisce perchè abbia deviato. Era a briga ieri sera. Eravamo certi che avrebbe passato il confine italiano, stanotte. Invece, ha deviato. Sta a noi rimetterlo in carreggiata.
Rechè rilevarlo? dice un ragazzo con i capelli chiarissimi. Nicholas. Per un momento mi è sembrato di riconoscerlo. Ieri, appena arrivata qua. Ma poi mi sono ricreduta. No, non era lui il ragazzo biondo che aspettava Sara, in quella stazione di servizio annidata tra gli alberi vicino a Narni. Durante la nostra fuga dall' Umbria, quasi un anno fa. Non era lui. Ma in goni caso, non gli avrei detto nulla. La segretezza non è mai troppa. Perfino tra noi.
Sono tempi brutti. Se i benandanti prendono uno di noi. Se Robin prende uno di noi. Ci sono troppi se, per dare confidenza alla gente. Perfino a Nicholas. Perch, se mai prendessero uno di noi. Beh, che parli pure di Luna. Chi è Luna? un' altra. Ma non troveranno Mirta. Non troveranno mai più il mostro del Subasio. La piccola Mirta urlante nei boschi. Con le zanne sguainate.
Mirta Fossati è morta."

LINK UTILI:
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ALTRI LIBRI DELLA SCRITTRICE:

Trilogia dei Sopramorti
*Non mi uccidere*
*Strappami il cuore*
Ti porterò nel sangue

Strappami il cuore

AUTORE: Chiara Palazzolo;
TITOLO/LINGUA ORIGINALE: //, italiano;
ANNO/EDITORE: 2006, Piemme;
COLLANA: Piemme pocket;
GENERE: zombi;
PAGINE: 446;
TRADUTTORE: --
ISBN: 978 88 384 9913 5;
PREZZO: 4, 90 euro;
CITAZIONE:

"I vivi esisitono. E camminano tra noi."

VOTO: ♥ ♥ / ♥
TRAMA:
Finalmente tratta in salvo la giovane Mirta è ora trasportata in un mondo del tutto nuovo: il mondo dei sopramorti. Un mondo fatto di regole ferree e rigida disciplina, popolato da strane figure come Sara, la donna che l' ha salvata, morta da anni ma che si comporta come se fosse ancora viva, Mikel e Bibi, due gemelli identici che continuano a scambiarsi le identità, o Gottfried, uno dei più antichi ritornati, il misterioso capo di tutti i sopramorti..
E in questo caos vi sono anche i Benandandti, una potente setta segreta di uomini da cui guardarsi le spalle perchè il loro unico scopo è sterminare tutti i sopramorti.
Mirta dovrà continuare a fare i conti con la sua vecchia vita e questa sua nuova "morte", ancora alla ricerca di Robin e di una nuova identità..

COMMENTO:
La Palazzolo si riconferma all' altezza della storia e del personaggio, accompagnadoci all' interno di un intrigo sempre più interessante e claustrofobico di personaggi e situazioni al limite del reale. Il personaggio di Mirta si fa sempre più interessante, lasciandosi alle spalle la vita di ragazza spensierata e colornadosi di tinte sempre più scure, accompagnata nella sua avventura/disavventura da altri interessanti ( loschi ) figuri. Anche la trama prende una bella svolta è si lancia in intrighi sempr epiù interessanti che ci fanno presagire un terzo volume assai interessante.
Nel complesso un ottimo secondo capitolo, che non cede, anzi guadagna, rispetto al primo.


CONSIGLIATO: si.
PRELUDIO:
"Il primo risveglio è sempre il più traumatico, dice Sara. E' seduta sul letto e si stà sistemando i capelli. Se non sapessi che è morta, penserei. Comunque, non ho mai visto nessuno con un' aria più normale di lei. Più viva, intendo. E' piuttosto sconcertante.
Prenditi tutto il tempo che vuoi, dice. Qua sei al sicuro.Qua, dove? Ma mi sento troppo stordita per indagare oltre. E la spalliera del letto è imbottita. Così comoda. Mi ci appoggio, tirnado giù la t-shirt oltre le ginocchia. Mi sento come un gatto pigro. Il letto è morbido. La stanza deliziosa. Color panna, con mobili chiari e tende rosse alle finestre. Come sono arrivata.
Non ricordo niente. Solo l' autorstrada. E un sole al tramonto. Sara che guidava. Parlavamo. Ho acceso una sigaretta. E sono cominciati i sogni.
Ho dormito tanto, chiedo.Tesoro, eri distrutta, dice. Sei stata più di un mese senza dormire. Eri traumatizzata. Completamente fuori di testa. Te l' ho detto, prenditela comoda. Cerca di entrare nel nuovo ordine di idee.
Quale ordine, chiedo.
Beh, insomma. Le cose sono un po' cambiate, non credi? Ma non cè fretta E qua non cè pericolo. Stà tranquilla.
Io sono sempre stata una persona tranquilla, dico.
E lei scoppia ridere. Cos' è, la battuta del secolo? dice."

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ALTRI LIBRI DELLA SCRITTRICE:

Trilogia dei Sopramorti
*Non mi uccidere*
Strappami il cuore
*Ti porterò nel sangue*

Non mi uccidere

AUTORE: Chiara Palazzolo;
TITOLO/LINGUA ORIGINALE: Non mi uccidere, italiano;
ANNO/EDITORE: 2005, Piemme;
COLLANA: --
GENERE: zombi;
PAGINE: 427;
TRADUTTORE: --
ISBN: 88 384 7557 1;
PREZZO: 16, 50 euro;
CITAZIONE:
"Sarò la Mirta che morì due volte.
La Mirta che accettò solo poco a poco di morire
perchè era così giovane e pensava di vivere per sempre.
E' così che nascono i fantasmi?"

VOTO: ♥ ♥ / ♥
TRAMA:
Mirta è una ventenne come tante altre, bella, intelligente, di buona famiglia.. ha un unico problema: Robin.
Robin è il suo ragazzo di dieci anni più grande, affascinante, dal passato misterioso, eroinomane.

Un vizio che ben presto per amore ( o stupidità? ) anche Mirta inizierà ad avere e che ben presto li porterà entrambi in una discarica una sera a condividere la loro ultima siringa.
Ma l' amore di lei è così forte che non basta la morte per sconfiggerlo.. Mirta risorge dalla tomba.
Adesso le cose non sono più come prima: il suo corpo è molto più forte, i suoi sensi sono più accentuati, e la sua fame adesso è di carne umana.
Inizia così a vagare per i boschi nell' attesa che anche Robin si risvegli, fra la difficoltà di accettare e controllare questa sua nuova natura e la stranissima sensazione che qualcuno di pericoloso la stia seguendo.
Stanca di aspettare alla fine Mirta torna al cimitero e scoperchia la tomba del suo amato, ma ciò che si trova difronte non è esattamente quello che si aspettava..

COMMENTO:
Primo libro di una saga che comprende in tutto tre volumi, di cui purtroppo non sono ancora riuscita a leggere l' ultimo ç_ç
Storia molto interessante ed abbastanza originale, soprattutto dal secondo libro in poi quando si scoprono tutti i retroscena; la scrittura è buona, la Palazzolo si dimostra all' altezza della stranezza dei suoi personaggi avvalendosi di modi di scrivere diversi per ognuno. L' unico problema è che quando parla Mirta ( quindi la maggior parte del tempo visto che è raccontato in prima persona proprio da lei ) viene adottata una scrittura estremamente spezzata e a tratti, volontariamente, confusa e delirante: necessaria per comprendere lo stato mentale del personaggio, ma a lungo andare piuttosto difficile da sostenere.
Nel complesso comunque un libro niente male, che merita sicuramente una lettura dagli amanti del genere.

CONSIGLIATO: si.
PRELUDIO:
"Per la prima volta da quando aveva messo piede in Italia, Muriel sentì qualcosa di simile ad un principio di rimorso.
Aveva vinto la sua battaglia estenuando l' avversario. Ripetendo le stesse parole all' infinito, per giorni. Costringendolo ad ammettere che si, anche Mirta sarebbe morta per Roberto. L' amore è rovinoso a volte. E se Mirta era morta con lui, se erano morti della stessa morte, aveva diritto ad essere sepolti insieme. Per l' eternità.
Aveva vinto perchè aveva trovato il punto su cui far leva. Il punto debole. L' aveva cercato affannosamente, fino a scovarlo. Il padre di Mirta adorava sua figlia. La considerava una specie di miracolo che camminava sulla terra. Muriel aveva scovato un' intercapedine. L' amore assoluto del padre per Mirta. E vi si era insinuata, battendo e ribattendo. Poche parole, e semplici, reiterate all' infinito.
Mirta voleva rimanere con Robin. Accanto a lui per sepre. Bisogna rispettare l' ultimo desiderio di Mirta."

LINK UTILI:
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ALTRI LIBRI DELL' AUTRICE:

Trilogia dei Sopramorti


Non mi uccidere
*Strappami il cuore*
*Ti porterò nel sangue*

L' estate dei Morti Viventi

AUTORE: John Ajvide Lindqvist;
TITOLO/LINGUA ORIGINALE: Hanteringen av ododa, svedese;
ANNO/EDITORE: 2005, Marsilio;
COLLANA: Farfalle;
GENERE: zombi;
PAGINE: 380;
TRADUTTORE: Giorgio Puleo;
ISBN: 987 88 317 9454 1;
PREZZO: 17,50 euro;
CITAZIONE:
"Il ridicolo può trasformarsi in qualcosa di terribile"

VOTO: ♥ ♥
TRAMA:
A Stoccolma si stà verificando qualcosa di veramente insolito: dopo un' ondata di caldo torrido si è venuto a creare un campo elettrico di grandissima intensità, tanto che le luci non si spengono più, gli apparecchi elettrici non si fermano e i motori continuano a girare; inoltre tutta la popolazione è afflitta da una terribile emicrania collettiva.. la situazione si fa sempre più drammatica ed insostenibile, ma proprio quando la città sembra arrivata all' orlo della sopportazione, tutto si ferma.
Incredibilmente però qualcosa di ancora più strano sembra stia avvenendo: i morti sono tornati in vita.

COMMENTO:
La storia è raccontata da più punti di vista, che seguono ognuno la loro vicenda personale che si intreccerà in alcuni momenti con le altre: un uomo che ha appena perso la moglie in un incidente stradale, un' anziana signora e sua nipote, due donne con strani poteri sensitivi, e un vecchio giornalista che farà di tutto pur di riavere con se il nipotino.
Come libro non è male, si legge piuttosto bene, anche se in più punti si perde un pò troppo nel discorsivo rendendolo un pò pesante; la storia non è male e devo dire che l' ho letto con molto interesse perchè volevo proprio vedere come andava a finire!! interesse, cmq, reso vivo dalla bravura dello scrittore di rendere veramente realistiche le varie reazioni delle persone difronte a questa situazione assurda.
Peccato soltanto per il finale che, devo dire, un pò mi ha deluso perchè si scende, a parer mio, troppo sdolcinatamente nel sentimentale e nel mistico.. in complesso cmq rimane un buon libro da leggere se ne aveta l' occasione, magari armati con un pò di pazienza.

CONSIGLIATO: ni.
PRELUDIO:
"Cosa significa...
Henning si abbassò e avvicinò il viso, la toccò nuovamente. Era come se fosse incollata alla lapide. Mise la mano in tasca, prese l' accendino e lo accese per vedere meglio. La larva si contrasse. Henning si abbassò ancora di più, il suo naso arrivava quasi a sfiorarla, la fiamma gli bruciacchiò alcuni capelli. No. La larva non si stava contraendo. La vedeva sempre meno perchè si stava infilando nel granito.
Cosa diavolo..
Henning battè le nocche sulla lapide, non c' era dubbio, era granito. Compatto, denso. Si mise a ridere e disse ad alta voce: -Senti un pò larva, cosa stai..-
Ora era quasi scomparsa del tutto. Rimaneva solo l' ultima parte bianca che si contorse per l' ultima volta prima di psarire nel granito. Henning passò un dito sul punto in cui si era infilata. Non c' era nessun buco, nessuna scheggiatura, era come se la larva osse stata inghiottita dalla lapide. La battè con il palmo della mano.
-Bene. Brava. Ottimo lavoro.-
Poi prese il vino e si avviò verso al cappella per andare a sedersi sugli scalini e bere.
Era stato l' unico a vedere la larva."

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