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Cinema Horror

AUTORE: Jonathan Penner, Steven Jay Schneider;
CURATORE: Paul Duncan;
TITOLO/LINGUA ORIGINALE: //
ANNO/EDITORE: 2009, Taschen;
COLLANA: film;
GENERE: manuale alla conoscenza dell' horror;
PAGINE: 192 [illustrazioni a colori];
TRADUTTORE: Lorenza di Lella;
ISBN: 9783836509893;
PREZZO: 19,99;
CITAZIONE:
"Siamo elettrizzati all' idea di sperimentare gli aspetti più cruenti della vita.
E quelli che pretendono di non amare il cinema horror
negano se stessi e la loro umanità.
Hanno paura di quello che provano.
Hanno paura di riconoscere che un raconto dell' orrore,
quando è davvero buono,
ci turba, ci eccita e ci fa stare decisamente bene."

VOTO: ♥ ♥ ♥ ♥
TRAMA/COMMENTO:

Se il cinema horror è la vostra grande passione, o un' insana voglia della quale non potete fare a meno, allora questo è sicuramente un libro che fa per voi. Una fantastica edizione Taschen 29x23 con operta rigida, completamente e riccamente illustrata a colori che si addentra pagina dopo pagina nell' oscuro mondo dell' horror; suddiviso in 10 capitoli, Cinema Horror spazia i quelli che sono i sottogeneri più interessanti, ovvero Macellai e serial killer, Morti viventi, Fantasmi e case infestate, Donne assassine, e così via, spaziando ampiamente per tutta la produzione cinematografica, raccontandoci in maniera sempre fluida ed interessante la storia e gli aneddoti legati a quello che sicuramente il genere più controverso del cinema.

CONSIGLIATO: assolutamente si.
PRELUDIO:
"L' orrore è la realtà. La consapevolezza. E' ciò che dobbiamo affrontare; l' assassino che stà davanti a noi con i denti scoperti e brandisce un coltello. La moglie morta, distesa sul pavimento. La pelle cadente che scopriamo un giorno nello specchio, il bambino che corre dietro a un pallone senza accorgersi del camion che noi vediamo arrivare. E' l' insetto che striscia fuori dal nostro orecchio. E' un nazista al potere.
Qual è la differenza tra orrore e terrore? L' orrore è successivo al terrore. Il terrore è la suspence, la paura. E' il timore che qualcosa di orribile possa accadere. E' un rumore o un colpo sordo di cui non sappiamo l' origine, è uno strano, misterioso prurito, è non sapere dove sia il proprio bambino. Situazioni del genere ci terrorizzano. Siamo presi dal panico, travolti dallo spavento. Il terrore è ciò che si nasconde dietro la porta, la promessa del dolore. L' orrore è la realizzazione delle nostre paure, la promessa mantenuta.
Fin dall' inizio della storia dell' uomo esiste un legame tra orrore e arte. Basti pensare alle pitture rupresti che ritraevano leoni, tigri e orsi. O agli ultimi giorni di Cristo. Strage, ingiustizia, violenza e, alla fine, la vita ultraterrena. Nella Bibbia, nel Corano, negli antichi testi cinesi e giapponesi l' orrore si mescola alla spiritualità. Vi si descrivono le morti più dolorose e le paure più terribili. Ci ricordano che la fine, reale e tangibile, è sempre in agguato."

LINK UTILI:
Scheda del libro sul sito Taschen (EN)
Altri titoli della collana (EN)

La resa del conto - confessioni di un cameriere senza pietà

AUTORE: Steve Dublanica;
TITOLO/LINGUA ORIGINALE: Waiter Rant, inglese;
ANNO/EDITORE: 2009, Rizzoli;
COLLANA: 24/7;
GENERE: manuale per la sopravvivenza del cameriere, biografia di un cameriere;
PAGINE: 324;
TRADUTTORE: Elena Cantoni;
ISBN: 978 88 17 03304 6;
PREZZO: 16,00;
CITAZIONE:

"Com' era quell' adagio?
L' unica cosa che separa la civiltà dal caos sono tre pasti al giorno.
Agghiacciante."

VOTO: ♥ ♥
TRAMA:
Se pensate che quello del camerire sia un lavoro facile, da fare con disimpegno per tirare in tasca qualche soldo al fine settimana, avete sbagliato di grosso.
Lo sa bene l' autore di questo libro che dopo sette anni di servizio ai tavoli può ben dire che questo non è un lavoro ma un' arte. L' arte di sopportare i clienti maleducati e i colleghi isterici, di capire chi non vuole farsi capire, di riuscire ad indirizzare il cliente sul piatto che vogliamo noi, ma facendogli credere che l' ha scelto lui. E molto altro ancora.
Un simpatico e divertito racconto di vita, ma anche utile decalogo per saper riconoscere un bravo camerire, ma sopratutto per diventare un cliente perfetto.

COMMENTO:
Se siete mai stati, anche per un solo breve periodo, un cameriere, o avete in mette di gettarvi nel folle mondo del servizio al tavolo, questo è letteralmente il libro per voi.
Ovviamente fare il cameriere in America e sostanzialmente differente dal fare il cameriere in Italia, ma stringi stringi, differenze burocratiche e legali apparte, tutto il mondo è paese e vedrete che non potrete non rispecchiarvi nei panni del povero Dublanica.
Un libro divertente e divertito dove l' autore narra i dodici mesi in cui ha deciso di cambiare la sua vita, farcendoli di tutta una serie di aneddoti divertenti e considerazioni spietate su questo stancante lavoro, ma soprattutto sui terrificanti clienti che affollano le sale die ristornati, che troppo spesso vedono (o preferiscono vedere) i camerieri come servi della gleba.
Consigliatissimo quindi per chi, come me, lavora in questa categoria e vuole avera la conferma di non essere solo nelle sue disgrazie :) o per chi vuole diventare cameriere e vuole farsi un' idea di cosa stà per accadere alla sua vita. Ma sopratutto utile per aprire le menti dei clienti: non siamo i vostri schiavi, siamo gente che lavora, un po' di rispetto non guasta mai.

CONSIGLIATO: si.
PRELUDIO:
"Io faccio il cameriere. Servo ai tavoli in cambio di mance. A prima vista, si direbbe un mestiere elementare. Basta essere puliti, garbati, manifestare un minimo di attitudine alla vendita e ricordarsi di sorridere sempre. Facile, giusto?
Ma in che mondo vivete?
Oggi da un cameriere ci si aspetta che sia allergologo, sommelier, censore dell' abuso dei cellulari, fotomodello, confessore, intrattenitore, barman, medico d' urgenza, buttafuori, centralinista, barzellettiere, terapeuta, poliglotta, valvola di sfogo, sensitivo, maestro di bon ton e chef dilettante. La moderna pornografia televisiva - i programmi di cucina - ha generato un' inedica classe di avventori con aspettative culinarie esagerate. Secondo gli economisti, il comparto di ristorazione è un indicatore dello stato di salute economica di una nazione, ma io credo che lo sia anche di quella mentale. E lasciatemelo dire, la popolazione americana seduta ai tavoli dei ristoranti si compone per il venti per cento di psicopatici e disadattati. Bisognerebbe cominciare a correggere la Perrier con il Prozac."

LINK UTILI:
Il blog del' autore (EN) da cui è tratto il libro, in continuo aggiornamento.

Ossessione

AUTORE: Elizabeth Kostova;
TITOLO/LINGUA ORIGINALE: the Swan Thieves, inglese;
ANNO/EDITORE: 2009, Rizzoli;
COLLANA: Rizzoli best;
GENERE: indagine psicologica;
PAGINE: 644;
TRADUTTORE: Valeria Fucci, Valentina Ricci, Paola Vitale;
ISBN: 978 88 17 03656 6;
PREZZO: 22;
CITAZIONE:
"Non siamo mai pronti alla chiamata del destino."

VOTO: ♥ ♥
TRAMA:
Robert Oliver è pittore di grande successo, la cui passione per l' arte e l' immensa maestria traspaiono senza pietà dai suoi quadri, dove riesce a cogliere l' attimo, a racchiudere la vita del soggetto.
Ma un giorno, colto da un raptus di evidente follia, entra alla National Gallery di Washington e cerca di distruggere con un taglierino (fortunatamente senza riuscirci) la bellissima Leda di un pittore del tempo degli Impressionisti, Gilbert Thomas. Viene subito affidato a delle cure mediche, ma si rivelerà un paziente molto difficile ed irrequeto: il dottore che lo ha in cura decide perciò di passarlo ad un suo amico psichiatra, Andrew Marlow, pittore a tempo perso, nella speranza che questa loro affinità possa aiutare Oliver ad aprirsi.
Ma le cose non vanno così, e anzi Robert si chiude in un ossessivo mutismo e inizia a disegnare continuamente il volto di una donna, apparentemente dell' 800, bellissima e misteriosa.
Chi è? Possibile che sia proprio lei la chiave della sua follia? ..A Marlow, sempre più affascinato dalla storia di Oliver e dal volto della bella donna, non resterà che scoprirlo, intraprendendo un viaggio, che probabilmente è proprio quello del suo destino..


COMMENTO:
Mah.. Da una scrittrice che aveva esordito con un libro come Il Discepolo [libro che anche io ho adorato e che consiglio con vero piacere] questo secondo romanzo sembra piuttosto scarsino.. Come sua consuetudine la Kostova accompagna la storia con una ricostruzione storico-artistica davvero ben curata, che da quel tocco di realtà e credibilità che rendono più vero tutto il romanzo. Purtroppo però la trama sembra via via più inconsistente e verso la metà non possiamo che domandarci: ma dove stà andando a parare? a cosa può portarci tutto questo? e sopratutto.. ci può veramente interessare sapere cosa si nasconde dietro tutta 'stà storia? beh per buona parte dle libro la risposta è sicuramente no.
Non posso neanche dire che sul finale si riprende perchè in realtà non è proprio così: finalmente capiamo dove la Kostova ci stà portando, peccato però che arriviamo con un po' troppo anticipo alla soluzione, rovinando anche quel poco phatos che poteva essersi creato..
In generale cmq Ossessione non è un brutto libro, ma pecca pesantemente di interesse colpa di una trama quasi inconsistente, che più che attanagliarci, ci stordisce rendendoci forse un po' troppo spesso difficle continuare ad andare avanti nella lettura.

CONSIGLIATO: ni.
PRELUDIO:
"La donna sul sentiero incede con dignità e non indossa il logoro grembiule e gli zoccoli di legno tipici delle donne del villaggio. Il mantello e le lunghe gonne spiccano sulla neve di un pallido viola. Il suo respiro aleggia in una nube pallida nella crescente oscurità. Stà abbandonando il villaggio o si affretta, invece, verso una delle case ai suoi margini?
Neanche l' unica persna che la stà osservando conosce la risposta a questa domanda, ma non se ne cura. Ha lavorato tutto il pomeriggio, dipingendo i muretti dei sentieri, sistemando gli alberi nudi, misurando la strada, in attesa dei dieci minuti di tramonto invernale. La donna è un' intrusa, ma lui la raggiunge in fretta, definendo i dettagli dei suoi abiti, usando la poca luce rimasta per creare con poche pennellate la curva del suo cappuccio, e riprodurre il modo in cui si chinain avanti per riscaldarsi o per celare il suo fardello. Una bella sorpresa, chiunque sia. E' il tocco mancante, il movimento che gli serviva per riempire quel tratto centrale di strada con la neve chiazzata di scuro. E' rietrato in casa da molto tempo, e adesso lavora dalla finestra - è vecchio e i dolori si fanno sentire se dipinge all' aperto, nel freddo, per più di un quarto d' ora -, quindi può solo immaginare il suo respiro breve, i suoi passi sulla strada, lo scricchiolio della neve sotto il tacco appuntito degli stivali. Immagina che abbia soffici capelli scuri, labbra vermiglie, grandi occhi inqueti.
Ma la donna no si volta, e lui capisce di essergliene grato. Gli serve così, una figura femminile che si allontana nel tunnel nevoso impresso sulla tela; gli servono le forme definite della schiena e delle sue gonne pesanti, con l' elegante ricamo sull' orlo, e il braccio che accoglie il fardello.
E' una donna in carne e ossa, ha fretta, ma ora è per sempre sulla tela. Ora è fissata nella sua fretta. E' una donna vera, e l' ui l' ha trasformata in un quadro."


LINK UTILI:
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Le creature selvagge

AUTORE: Dave Eggers;
TITOLO/LINGUA ORIGINALE: The Wild Things, inglese;
ANNO/EDITORE: 2009, Mondadori;
COLLANA: strade blu;
GENERE: fantasy, per bambini;
PAGINE: 233;
TRADUTTORE: Gianni Pannofino;
ISBN: 978 88 04 59414 7;
PREZZO: 17,00;
CITAZIONE:

"Doveva scegliere. Sarebbe rimasto dietro la tenda a pensare, a crogiolarsi nella sua confusione, o avrebbe indossato la sua pelliccia bianca per poi mettersi a ululare e a raspare per far capire a tutti chi è che comandava in quella casa e su tutto il mondo noto e ingoto?"

VOTO: ♥ ♥ / ♥
TRAMA:
Max, un ragazzino dalla fervida immaginazine, vive con la sorella maggiore e con la madre single. Un giorno ingaggia una lotta di palle di neve con gli amici della sorella, ma questi si lasciano prendere la mano e distruggono il suo igloo; Max ci resta malissimo, soprattutto perchè la sorella non fa niente per difenderlo.
Il giorno dopo la madre invita a cena il suo nuovo compagno, che ovviamente Max non sopporta.. indossa così la sua tuta-lupo nella speranza di attirare l' attenzione della madre, ma finendo solo per scatenare una violenta litigata, arrivando addirittura a morderla.. sentendosi indesiderato ed incopreso, e colmo di rabbia fugge via nella notte.
Arrivato ai confini di un immenso mare, monta su una barchetta e inizia a navigare in direzione della città dove abita il padre, ma dopo poco si rende conto di avre perso completamente l' orientamento.. dopo giorni e giorni di navigazione arriverà su una misteriosa isola dalla vegetazione fantasiosa e colorata, e popolata da miriadi di mini gattini, strani animali e soprattutto da 7 enormi e selvagge creature che lo incoroneranno loro Re a patto che lui riesca a farli felici.
Max sembra riuscire nel suo compito, ma i sentimenti delle creature, proprio come quelli delle persone, sono mutevoli e molteplici e non sempre è possibile rendere tutti felici..

COMMENTO:
Il libro è basato sulla sceneggiatura del film da poco uscito nelle sale "Nel Paese delle Creature Selvagge" , scritta dallo stesso Dave Eggers, a sua volta adattato dal libro illustrato (che purtroppo non ho ancora vuto il piacere di leggere) "Nel Pese dei Mostri Selvaggi" di Maurice Sendak.
La storia resta per molti aspetti fedele al film, in altri invece si prende delle libertà e narra più avventure (o più dettagliatamente) del piccolo Max e delle Creature. Sempre piacevelo e dalla scrittura scorrevole, è un libro che si legge più che piacevolmente, merito anche dei comportamenti molto realistici di Max che si comporta pensa e reagisce veramente come un bambino di 8 anni, facendoci affezionare e coinvolgere fino ad un finale ricco di sentimento e crescita.
Consigliato a tutti, anche ad un pubblico di bambini sull' etàdi Max, soprattutto se letto da un genitore :)


CONSIGLIATO: perchè no?
PRELUDIO:
"-Ti assicuro che non hai nulla da temere, Max. Tu sei il re. E al re non può accadere niente di male, tanto più se è un buon re. E io ho già capito che tu sarai un re davvero fantastico.-
Max fissò Carol negli occhi, grandi ognuno come un pallone da pallavolo. Erano di un verde castano caldissimo e sembravano sinceri.
-Ma io che devo fare?- domandò Max.
-Be', tutto quello che vuoi- rispose Carol.
-E che cosa dovete fare voi?- domandò Max.
-Tutto quello che vuoi tu-, rispose Carol, con una prontezza che finì per convincere Max.
-Allora, d'accordo- disse Max.
Max chinò il capo per accogliere la corona. Carol gli e la posava in testa con delicatezza. Era pesante: doveva essere fatta di ferro, e Max sentiva il metallo freddo sulla fronte. La corona però gli calzava a pennello, e Max sorrise. Carol fece un passo indietro, annuendo come se tutto fosse finalmente sistemato.
Il Toro sollevò di nuovo Max e se lo piazzò su una spalla; tornarono all' esterno lungo il tutnnel, tra le acclamazioni assordanti di tutte le bestie. Il Toro condusse in parata Max per la foresta, e tutti gridavano e ballavano in maniera veramente orribile - spruzzando saliva e muco dovunque - ma festosa. Dopo qualche minuto il Toro sistemò Max su un poggiolo erboso, e le bestie gli si raccolsero intorno, guardandolo pieno di aspettative. Max capì di dover dire qualcosa, e disse la sola cosa che gli venne in mente:
-Diamo inizio alla gran baraonda!-"

LINK UTILI:
*Recensione del FILM*

Baltimore - Il tenace Soldatino di Stagno e il Vampiro

AUTORE: Mike Mignola & Christopher Golden;
TITOLO/LINGUA ORIGINALE: Baltimore or, the Steadfast Tin Soldier and the Vampire, Inglese;
ANNO/EDITORE: 2007, Oscar Mondadori;
COLLANA: Piccola Biblioteca Oscar;
GENERE: horror, fantastico, vampiri,
PAGINE: 293;
TRADUTTORE: Stefano Di Marino;
ISBN: 978 88 04 58923 5;
PREZZO: 13,00;

CITAZIONE:
"Sono stato scelto per dare alle tenebre qualcosa da temere."

VOTO: ♥ ♥ ♥
TRAMA:
Il capitano Henry Baltimore conduce il suo plotone in una missione che si rivelerà un suicidio: i nemici gli hanno teso una trappola e neanche uno dei suoi uomini sopravviverà. Lo stesso Baltimore verrà ferito gravemente alla gamba sinistra.. ma al suo risveglio troverà qualcosa di più terribile della morte ad attenderlo: uno stormo di osceni pipistrelli giganti stà mangiando le carcasse dei soldati, e uno di loro sembra interessato anche al povero Henry. Riuscirà a salvarsi sfigurando il volto della creatura, ma non sa che questo gesto scatenerà una catastrofe senza eguali che solo lui potrà fermare.
Anni dopo, quando ormai la terra è ormai un luogo inospitale, sconvolta da una misteriosa "pestilenza", tre uomini dal passato inquetante, i soli che possano capire la vera origine del morbo che stà divorando l' umanità, riceveranno una insolita convocazione in una solitaria locanda.. che sia giunto il momento della resa dei conti finale fra Baltimore e la sua terribile nemesi?


COMMENTO:
Esclusa la prima parte, tutta la storia si svolge all' interno della locanda dove i tre amici di Baltimore si incontrano, ognuno dei quali racconda due storie: la prima il ricordo dell' ultima volta che hanno visto l' amico comune, e la seconda i loro incontri con il male, ogni volta sotto forma estremamente diversa, ma sempre ugualmente inquetante.
Queste storie nelle storie, per quanto sembrino [ed in effetti è così..] sviare dall' argomento principale risultano cmq molto interessanti, soprattutto qualla del dottor. Rose, molto suggestiva ed inquetante.. Nel complesso però non permettono di approfondire più di tanto la tormentata figura di Baltimore che invece meritava una buona fetta di centralità in più; nonostante questo resta comunque il protagonista indiscusso, nonchè un personaggio a dir poco figo.
Nel complesso quindi un libro semplice, ma interessante e di sicuro intrattenimento. Perfetto per chi ama Hell Boy, o le atmosfere cupe e illusorie del meno conosciuto Fafhrd and the Grey Mouser [sempre di M. Mignola], o in generale per gli amanti del fantasy-horror.

CONSIGLIATO: si.
PRELUDIO:
"In una fredda notte d' autunno, sotto un cielo nero, senza luna e senza stelle, il capitano Henry Baltimore stringe il fucile, scruta attraverso l' oscuro abisso del terreno della battaglia e, dentro di sè, comprende che quelli sono i campi di tortura dell' inferno e che la dannazione è in attesa solo pochi passi più in là.
Si ferma, un ginocchio a terra, le orecchie tese, ma l' unico suono che ode è il gelido vento autunnale che porta con sè il fetore della morte e della decomposizione. Baltimore rivolge un cenno agli uomini che arrancano nelle tenebre alle sue spalle, poi avanza acquattato verso un piccolo dosso che potrebbe essere un cumulo di terra smossa durante lo scontro, o una pila di cadaveri.
Si lascia cadere su un ginocchio dietro il rilievo che, in verità, è un semplice ammasso di terriccio accumulatosi durante lo scavo di una trincea. Ma Baltimore non prova sollievo scoprendolo, se non perchè il piccolo mucchio di terra fornisce un riparo migliore di quanto avrebbero fatto i cadaveri. I proiettili passano attraverso la carne putrefatta molto più facilmente che attraverso la dura terra.
Nel cuore della notte solo un folle tenterebbe di attraversare la Terra di Nessuno che separa il suo battaglione dagli avversari hessiani.La tundra massacrata è solcata da umide, fangose trincee e disseminata dei corpi dei morti.
Ma loro sono dei folli."

LINK UTILI:
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GosthGirl

AUTORE: Tonya Hurley;
TITOLO/LINGUA ORIGINALE: //, inglese;
ANNO/EDITORE: 2008, Rizzoli;
COLLANA: --
GENERE: amori adolescenziali, fantasmi;
PAGINE: 334;
TRADUTTORE: Claudia Verardi;
ISBN: 978 88 17 02537 9;
PREZZO: 19,00;
CITAZIONE:

"Era il primo giorno di scuola e già si trovava in un posto che conosceva fin troppo bene: a guardare la sua vita dall' esterno."

VOTO: ♥ ♥ ♥
TRAMA:
Il sogno di Charlotte è molto semplice: diventare popolare e andare al ballo autunnale con il ragazzo più bello della scuola, e di cui è perdutamente innamorata, Damen.
Purtroppo non è affatto facile scalare la vetta della popolarità, soprattutto se si è fra le persone meno amate e più snobbate di tutta la suola. Ma un nuovo anno stà iniziando e Charlotte si è ripromessa di non farsi più mettere i piedi in testa.. non fosse che proprio il primo giorno di scuola, proprio quando il destino sembrava aver preso una piega inaspettatamente felice, un orsetto gommoso diventa un' arma fatale, e la giovane Charlotte muore soffocata.
Ma una promessa è una promessa e neanche la morte potrà impedirle di diventare la Reginetta del Ballo.

COMMENTO:
Un libro principalmente per ragazze che si fa leggere e gustare senza troppe pretese, grazie soprattutto alla freschezza e la leggerezza della scrittura e della trama, che seppur molto semplice, e un po' scontata in alcune scelte e soluzioni, riesce cmq a non risultare ne' banale, ne' noiosa, ma anzi interessante.. grazie soprattutto alla splendida Charlotte, che non potrà non farvi affezionare alla sua storia.
Grande punto a suo favore GhostGirl lo guadagna proprio grazie ai vari personaggi, che se pur da una parte (quella dei vivi) ricalcano i tipici stereotipi degli adolescenti americani, lo fanno cmq con simpatia e una nota di sarcasmo; dall' altra parte (i morti) troviamo invece una rosa di personaggi meravigliosi, anch' essi taglienti critiche alle stupidaggini adolescenziali.
Nel complesso quindi una piacevolissima lettura per svagare la mente facendosi anche due risate.

CONSIGLIATO: perchè no?
PRELUDIO:
"Charlotte Usher attraversò a passo deciso il parcheggio che portava all' ingresso principale della Hawthorne High, ripetendosi il suo mantra d' incoraggiamento: "Quest' anno sarà diverso. Questo sarà il mio anno." Invece di restare impressa nella memoria dei suoi compagni come la ragazza che occupa spazio, quella che riempie un posto, quella che succhia aria preziosa che potrebbe essere impiegata decisamente meglio, aveva intenzione di cominciare l' anno col piede giusto, un piede che calzava le più sensazionali e scomode scarpe del mondo.
Aveva sprecato tutto l' annoprima a sentirsi la figliastra indesiderata del corpo studentesco del Hawthorne High, ed era decisa a non ripetere l' esperienza. Quell' anno, il primo giorno di scuola sarebbe stato il primo giorno di una nuova vita."

LINK UTILI:
Sito web ufficiale (EN)

PS.
un grazie di cuore ad AnitaBook che con la sua recensione entusiastica mi ha fatto venire una gran voglia di leggerlo :) !!

Twilight (libro)

AUTORE: Stephenie Meyer;
TITOLO/LINGUA ORIGINALE: //, inglese;
ANNO/EDITORE: 2006, Fazi;
COLLANA: Lain;
GENERE: vampiri, adolescenziale;
PAGINE: 412;
TRADUTTORE: Luca Fusari;
ISBN: 88 7625 020 4;
PREZZO: 16,50;
CITAZIONE:
"-Così il leone si innamorò dell'agnello..
-Che agnello stupido.
-Che leone pazzo e masochista."

VOTO: ♥ ♥
TRAMA:
Bella Swan si trasferisce nella piccola cittadina di Forks per vivere con il padre, dopo la decisione della madre di seguire il suo nuovo marito. Tutto sembra tranquillo, anche un pò noioso, fino a quando conosce Edward Cullen, il ragazzo più desiderato della scuola, ma anche il più misterioso..
Contemporaneamente una serie di brutali omicidi, attribuiti ad animali selvatici, spezzano la tranquilla vita cittadina, ma Bella, messa in guardia dall' amico indiano Jacob, inizia a realizzare che la famiglia Cullen a qualcosa a che vedere con tutto questo..

COMMENTO:
E' innegabile, leggendo questo libro, che la Meyer ci sappia proprio fare, e nonostante sia in tutto e per tutto un "romanzo per teeneger dagli ormoni in subbuglio" quello che ci troviamo di fronte è un buon prodotto, confezionato a doc, che riesce a coinvolgerci grazie ad una scrittura che, sia stilisticamente che tecnicamente, si lascia leggere più che piacevolmente. Pur affrontando una storia piuttosto scontata e dai clichè titpici nei generi "vampiri/adolescenti innamorati", con un sapiente mescolio i due riescono a fndersi dando vita ad una trama che riesce ad interessarci fino in fondo, anche se già ne conosciamo il finale; gran parte del merito di questo "successo" è sicuramente dovuto alla bella e profonda caratterizzazione che viene data ai caratteri e sentimenti dei vari personaggi, senza ostentare una eccessiva teatralità o eroicità: la bellezza di Edward e Bella sta, infatti, proprio nel fatto che sono persone normali, ognuno schiacciato dal peso di una situazione assolutamente fuori dal comune (cosa completamente persa di vista dal film, che invece li fa apparire come due eroi super fighi -_-).
Con questo vviamente non voglio dire che è un must della letteratura, però nel suo genere ci sa proprio fare, e sotto l' ombrellone è una lettura davvero piacevole.

CONSIGLIATO: si.
PRELUDIO:
"Non avevo mai pensato seriamente alla mia morte, nonostante nei mesi precedenti ne avessi avuta più di un' occasione, ma di sicuro non l' avrei immaginata così.
Con il fiato sospeso, fissavo gli occhi scuri del cacciatore, dall' altra parte della stanza stretta e lunga, e lui ricambiava con uno sguardo garbato.
Era senz' altro una bella maniera di morire, sacrificarmi per un' altra persona, qualcuno che amavo. Una maniera nobile, anche. Conterà pur qualcosa.
Sapevo che se non fossi mai andata a Forks non mi sarei mai trovata di fronte alla morte. Per quanto fossi terrorizzata, però, non riuscivo a pentirmi di quella scelta. Se la vita ti offre un sogno che supera qualsiasi tua aspettativa, non è giusto lamentarsi perchè alla fine si conclude.
Il cacciatore fece un sorriso amichevole e si avvicinò con passo lento e sfrontato, pronto ad uccidermi."

LINK UTILI:
Sito ufficiale della saga di Twilight (EN)
Sito ufficiale della scrittrice (EN)
Scheda wiki del film omonimo
*RECENSIONE DEL FILM*

ALTRI LIBRI DELL' AUTORE:

-Twilight saga-
*Twilight*
*New Moon*
*Eclipse*
*Breaking Down*

13

AUTORE: Jay Asher;
TITOLO/LINGUA ORIGINALE: 13 reasons why, inglese;
ANNO/EDITORE: 2007, Mondadori;
COLLANA: shout;
GENERE: romanzo adolescenziale;

PAGINE: 236;
TRADUTTORE: Stefano Borgotallo;
ISBN: 978 88 04 58299 1;
PREZZO: 15,00;
CITAZIONE:
"Siamo tutti sulla lista. Tutti quanti.
Siamo tutti ugualmente colpevoli di qualcosa."

VOTO: ♥ ♥/♥
TRAMA:
Clay torna da scuola e ad attenderlo davanti alla porta di casa trova un pacco senza mittente con dentro 7 audiocassette numerate per ogni lato fino a 13. Pensando ad uno scherzo inzia ad ascoltaro, ma non si tratta di nessuno scherzo, solo la cruda verità: a registrarle è stata Hannah Baker, la ragazza di cui è segretamente innamorato da sempre; la stessa ragzza che poche settimane prima si tolta la vita.
Per ogni lato delle cassette è registrata una storia, un episodio della vita di Hannah, che l' ha portata alla fatidica decisione; ma cosa più importante, per ogni storia cè un colpevole: 13 persone che l' hanno inconsapevolmente spinta ad un punto di non ritorno.
Clay è sconvolto, non riuscendo a capire che cosa c' entra, ma vuole, deve, capire le ragioni di Hanna.. così per tutta la notte ripercorrerà insieme a lei una vita fatta di rimpianti, cattiverie e solitudine, tormentandosi al pensiero di capire cosa sarebbe successo se..

COMMENTO:
Dopo aver letto l' entusiastica recensione di Gabry mi sono lsciata convincere è l' ho comprato; che dire.. l' ho finito in mezza giornata, direi che mi è piaciuto no :D?
La storia è davvero forte, d' impatto, da subito ti cattura e ti trascina senza pietà nella vita di Hannah, una vita costellata di angherie psicologiche veramente di ogni tipo, e nella disprata situazione del povero Clay; la scrittura è semplice, ma veramente efficace nel ricreare la giusta ampatia verso i due protagonisti "costringendoci" a rimanere attaccati a questo libro fino all' ultima pagina.

CONSIGLIATO: si;
PRELUDIO:
"Non è più un problema mio. Il pacco è già partito. Esco dall' ufficio postale senza ricevuta.
Vicino al sopracciglio sinistro, la testa continua a martellarmi. Ogni volta che deglutisco avverto in bocca un sapore amaro, e più mi avvicio a scuola, più mi sento sul punto di crollare.
Voglio collassare. Voglio spalmarmi all' istante sul marciapiede e trascinarmi in mezzo all' edera. Perchè, oltrepassata quella, il marciapiede fa una curva lungo il perimetro esterno del parcheggio della scuola. Poi, taglia dritto in mezzo al prato, fino all' ingresso dell' edificio principale. Attraversa il portone e diventa un orridoio che si snoda tra file di aule e armadietti su entrambi i lati, fino a varcare la soglia sempre apertadella classe, alla prima ora.
Lì davanti, rivolta verso gli studenti, ci sarà la cattedra del prof Porter. Lui sarà l' ultimo a ricevere un pacco senza mittente. E in mezzo, a sinistra, ci sarà il banco di Hannnah Baker.
Vuoto."

LINK UTILI:
My Space dello scrittore (EN)

Misery

AUTORE: Stephen King;
TITOLO/LINGUA ORIGINALE: Misery, inglese;
ANNO/EDITORE: 1987, Sperling & Kupfer;
COLLANA: Superbestseller;
GENERE: thriller;
PAGINE: 382;
TRADUTTORE: Tullio Dobner;
ISBN: 88 7824 132 6;
PREZZO: edizione speciale con il Giornale;
CITAZIONE:
"Mi devi la vita, Paul. Spero che non te lo scorderai.
Spero che lo terrai a mente."

VOTO: ♥ ♥ ♥/♥
TRAMA:
Paul Sheldon è un scrittore, diventato famoso grazie a una saga di romanzi narranti le vicende di Misery; stanco di questo suo personaggio decide di concludere la storia facendola morire, in modo da potersi dedicare liberamente alla stesura di un nuovo romanzo.
Recatosi in montagna per scrivere questa sua nuova opera, rimane purtroppo coinvolto in un grave incidente d' auto mentre fa ritorno verso casa, incidente nel quale si spezza entrambe le gambe.. Per sua fortuna viene prontamente soccorso da Annie, una giovane infermiera che scoprirà essere una sua accanita lettrice.
Sfortunatamente la sua Ammiratrice Numero Uno si rivelrà ben presto una psicopatica ch, incapace di accettare la morte della sua eroina Misery costringerà Paul a scrivere un seguito al romanzo, sottoponendolo ad ogni venere di tortura psicologica e fisica..

COMMENTO:
Veramente un gran bel libro: l' autore da il meglio di se dando vita a una storia palpitante e ( soprattutto ) angosciante che ci tiene incollati alle pagine dalla prima all' ultima parola, merito di due personaggi veramente brillanti e dell' empatia che riesce a farci provare nei confronti dello sfortunato Paul. La scrittura è ottima, degna di un King al top della sua bravura che non si spreca nell' usare tecniche ed espedienti letterari di ottimo impatto.
Carina l' idea di inserire il romanzo nel romanzo, cioè trascrivere alcuni pezzi el nuovo romanzo di Misery.
Nel complesso davvero un gra libro, non perdetevelo!

NOTA:
Nel caso abbiate intenzione di guardare il film, vi consiglio di fare come me e leggere il libro solo dopo: Misery non deve morire è davvero un' ottima trasposizione cinematografica che si avvale della prova da brividi di una Kathy Bates in stato di grazia, ma come ogni film tratto da un libro è più sbrigativo ed adotta soluzioni in parti differenti dall' originale, non soffermandosi più del dovuto sull' indagine psicologica del protagonista; aspetto invece ( ovviamente ) più che sviluppato nel libro.
Per questi motivi guardatevi prima il film, per vederlo senza pregiudizi, e poi leggete il libro per approfondire ciò che la pellicola tralascia, ma potendovi così avvalere dell' imagine della Bates come Annie che è quanto di più azzeccato ci sia.

CONSIGLIATO: assolutamente si.
PRELUDIO:
"Dopo qualche tempo, dopo che il suo allarme fu tale da non poter essere più ignorato, riuscì a scoprire che cosa gli somministrava. Era un antidolorifico che si chiamava Novril, con un alto concentrato di Codeina. Se era costretta solo sporadicamente aa portagli la padella, non dipendeva solo da una dieta a base di liquidi e gelatine (prima ancora, quando lui era nella nuvola, lo aveva alimentato per fleboclisi), ma anche dalla tendenza nel Novril a provocare stitichezza nel paziente. Un altro effetto collaterale, assai più grave, era la depressione respiratoria in pazienti sensibili. Paul non era particolarmente sensibile, sebbena da quasi diciotto anni fosse un forte fumatore, tuttavia la respirazione gli si era fermata almeno in un' occasione e, nella nebbia, potevano essercene state altre di cui non ricordava. Quella che ricordava era la volta in cui lei gli aveva praticato la respirazione bocca a bocca. Poteva essere stata una crisi del tutto casuale, ma in seguito gli nacque il sospetto che lo avesse quasi ammazzato con un' involontaria overdoe. Di quel che faceva, quella donna sapeva meno di quanto credesse. Era uno degli aspetti di Annie che più lo spaventava.
Scoprì tre cose quasi simultaneamente, dieci giorni circa dopo essere uscito dalla nube scura. L aprima era ch Annie Wilkes aveva un' ingente scorta di Novril (nonchè di molti altri medicinali di vario genere). La seconda era che lui aveva sviluppato dipendenza da Novril. La terza, che Annie Wiles era pericolasamente pazza."

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*RECENSIONE DEL FILM*
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ALTRI LIBRI DELL' AUTORE:
*Il gioco di Gerald*

Madapple, il veleno più dolce

AUTORE: Christina Meldrum;
TITOLO/LINGUA ORIGINALE: Madapple, inglese;
ANNO/EDITORE: 2008, Fazi;
COLLANA: LAIN;
GENERE: romanzo;
PAGINE: 434;
TRADUTTORE: Lucia Olivieri;
ISBN: 978 88 7625 052 1;
PREZZO: 19,50 (prima edizione);
CITAZIONE:
"Ci sono cose fatte per stare insieme,
da ciò deriva la loro saldezza.
Non perchè vi sono costrette."


VOTO: ♥ / ♥
TRAMA:
Aslaug è una giovane ragazza che ha passato la sua vita in un quasi totale isolamento, anni durante i quali la madre Maren, l' unica persona con la quale abbia mai vissuto, l' ha instradata ai misteri della natura, alle proprietà delle piante e le ha insegnato lingue arcaiche.

Per copa di questa sua vita quasi eremitica la giovane si trova completamente sola all' improvvisa morte della madre; impaurita del suo destino decide di rincorrere il suo passato, parte così alla ricerca di suo padre, di cui non sa assolutamente nulla, ma quando riesce a rintracciare i suoi unici parenti verrà coinvolta in una storia fatta di antichi rancori e inquetanti controversie religiose.
Sballottata dall' instabilità della sua nuova strana famiglia gli anni passano e Aslaug si ritroverà 19enne sotto processo per un triplice omicidio.. riuscirà a far venire alla luce la verità sulla sua storia e avere così finalmente la tanto agoniata libertà?


COMMENTO:
La storia si snoda su due piani: da una parte i giorni nostri, con brevissimi capitoli-intermezzi in cui ci vengono trascritti i vari interrogatori del processo ad Aslaug, dall' atra il ricordo di tutta la vicenda da parte della protagonista stessa che arrvando fino al presente dle processo va infine a fondersi con esso portandoci alla conclusione.
La storia si rivela piuttosto banale e sin da quando vengono poste le domande ( chi è il padre di Aslaug?.. ) ne capiamo già la risposta, anticipando così i vari risvolti che dovrebbero servire a renderla più intrigante, ma invece finiscono solo per avere l' effetto opposto; oltretutto il libro è appesantito da infinite dissertazioni sugli scopi pseudo-medicinali delle piante prima e sulla religione cristiana e pagana dopo, che se all' inizio possono sembrare interessanti dopo un pò iniziano a diventare solo fastidiosi intermezzi nella storia.. ammetto con rammarico che verso la fine ho dovuto saltare questi pezzettini perchè proprio non ne potevo più -__-
Nel complesso un libro quasi adolescenziale, ma che si lascia leggere, anche se con un pò di pazienza.


CONSIGLIATO: ni.
PRELUDIO:
"-Sono incinta anch'io.-
-Mor!-, grida la bambina. -Loeb after mig, Mor!-. Sanne corre per il sentiero, sciarpa e capelli cosparsi di frammenti di foglie. -Prendimi, mamma!-.
-Sei incinta?- ripete Sara, lo sguardo fisso su Sann, il cielo grigio, le foglie.
-Non arrabbiarti..-, dice Maren.
Ma Sara la interrompa. - Non sapevo neanche che tu le sapessi già, certe cose-. Si stà accarezzando le mani mentre gli occhi scrutano quelle di Sanne, che appaiono sfocate. -Sei così giovane, Maren. Forse ti stai sbagliando-.
-Ho quasi sedici anni-. dice Maren. -Non sono più una bambina-."
-Ma sei arrivata negli Stati Uniti meno di due mesi fa. Com'è potuta accadere una cosa similein così poco tempo?-.
-Sono incinta di quattro mesi-, Risponde Maren. -Tre meno di te. Ero già incinta quando sono arrivata-.
Sara stringe le braccia la petto e riprende a camminare verso la figlia. Le vede meglio adesso, le mani di Sanne, aperte, e le due dita palmate, chiuse l' una con l' altra. E si chiede se sia possibile. Poi dice: -Prima di arrivare? Com' è possibile? Non sapevo che avessi un ragazzo. Dalla morte di Moder, ti ho fatto io da madre. Come hai potuto tenermi nascosta una cosa simile?-.
-Non lo sapevo-.
-Non sapevi cosa?-.
-Non sapevo di essere incinta. L'ho scoperto il giorno in cui ti ho chiesto di venire qui-.
-Ma sapevi di essere stata con un ragazzo. Avevi un ragazzo, Maren, e non me l' hai detto-.
-Sono volata via, Mor-. Sanne ha raggiunto la fine del sentiero. -Per sempre-.
-Non ce l' avevo, un ragazzo-, dice Maren. -Non ho mai avuto nessun ragazzo-."



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L' interpretazione della morte

AUTORE: Jed Rubenfeld;
TITOLO/LINGUA ORIGINALE: The interpretetion of murder, inglese;
ANNO/EDITORE: 2007, Rizzoli;
COLLANA: --
GENERE: thriller;
PAGINE: 465;
TRADUTTORE: Roberta Zuppet;
ISBN: 978 88 17 01595 0;
PREZZO: 19.00 euro;
CITAZIONE:
"La gioia più sublime è una fitta al cuore, e l' amore..
l' amore è una crisi dell' animo."

VOTO: ♥ ♥ / ♥
TRAMA:
New York, 1909: una ragzza dell' alta società viene ritrovata morta nel suo appartamento, brutalmente sfigurata e torturata.
Subito partono indagini in ogni direzione, ma non passa molto tempo che un' altra ragazza viene ritrovata vittima delle solite torture.. fortunatamente però la giovane Nora si salva, anche se in bilico con una grave crisi di nervi che potrebbe portarla alla follia.
Per cercare di aiutarla a superare questo difficile momento, e allo stesso tempo cercare di carpire qualche informazione sull' aggressore, viene chiamato il dottor Younger, un giovane psicanalista seguace delle teorie Freudiane, scienza ancora tutt' altro che affermata in campo medico.
Avvalendosi dell' aiuto proprio di Freud in persona, in viaggio in America per ritirare un prestigioso premio, in giovane dovrà addentrarsi nella mente sconvolta di Nora, attento a non farsi ingannare ne intrappolare in quel complicato labirinto.. ma non sempre le cose stanno come sembra.

COMMENTO:
Un thriller niente male, certo non pieno di azione, ma comunque capace di invogliarci alla lettura fino alla fine, anche grazie alla semplicità e alla buona scorrevolezza del testo; la trama non è scontata, anzi si rivela un insieme di intrighi ben orchestrati, che riescono a non cedere mai troppo, piacevolmente arricchita da numerosi ed inaspettati colpi di scena che si susseguono verso il finale.
La presenza di un personaggio realmente esistito come Sigmund Freud è davvero molto interessante, per nostra fortuna tralaltro l' autore non esagera con le sue apparizini facendolo diventare una specie di detective, ma si limita a usarlo come consulente per la psicanalisi di Nora; è chiaro quindi che buona parte del libro è dedicata ad un' indagine psicologica in termini psicoanalitici, a volte non molto chiari per chi come me non ne capisce nulla, ma che comunque non pregiudicano ne la lettura del libro ne la sua comprensione.

CONSIGLIATO: si.
PRELUDIO:
"La felicità non ha nulla di misterioso.
Gli uomini infelici si somigliano tutti. Una vecchia ferita, un desiderio inesaurito, uno smacco nell' orgoglio, l' offerta del proprio amore rifiutata ( o peggio ancora ignorata ) restano loro addosso per sempre, ed essi trascorrono ogni giornata avvolti in un sudario di istanti passati. L' uomo felice non si guarda indietro, nè del resto guarda avavnti. Vive nel presente.
Ma il guaio è proprio questo. C'è una cosa che il presente non è mai in grado di offrire: il significato. Le strade della felicità e del significato non coincidono. Per trovare la felicità, un uomo deve vivere nel momento, per il momento. Se, invece, anela al significato ( il significato dei suoi sogni, dei suoi segreti, della sua stessa estenza ) deve percorrere il passato, per quanto oscuro, e vivere per il futuro, per quanto incerto."
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Il gioco di Gerald

AUTORE: Stephen King;
TITOLO/LINGUA ORIGINALE: Gerald's Game, inglese;
ANNO/EDITORE: 1992, Sperling paperback;
COLLANA: Superbestseller;
GENERE: thriller introspettivo;
PAGINE: 368;
TRADUTTORE: Tullio Dobner;
ISBN: 88 8274 348 9;
PREZZO: 7, 80 euro;
CITAZIONE:
"Oh mio Dio, sono quassù tutta sola. Sono sola."

VOTO: ♥ ♥ ♥
TRAMA:
Gerald è riuscito a convincere la moglie Jessie a passare un weeckend nella loro casa al lago, con il preciso intento di coinvolgerla nell' ennesimo giochino sessuale schiava-padrone che sembrano eccitarlo tanto.. ed è proprio mentre la stà ammanettando al letto con addosso solo un paio di lsip che lei, definitivamente stufa di queste buffonate, dice no.
Ma Gerald sembra non capire, o non voler capire, così Jessie completamente in balia del marito sferra un disperato calcio per cercare di allontanarlo da se.. purtroppo le cose prenderenno un risvolto inaspettato: Gerald, in seguito al calcio, viene colto da un infarto e muore sul colpo, lasciandola sola e nuda legata ad un letto in una casa isolata. Completamente sola e in balia del suo terrore sarà costretta a affrontare tutti i suoi ricordi più segreti, compresa una scomoda violenza subita da bambina che con tanto affanno si era prodigata a nascondere.
Come se questo non bastasse un cane randagio riesce ad entrare in casa per cibarsi della carcassa dell' uomo, e una misteriosa ed inquetante figura umanoide sembra sbucare fuori dall' oscurità per fare del male all' inerme Jessie..

COMMENTO:

Di solito di Sthepen King preferisco di gran lunga i racconti brevi, ma in questo caso devo ammettere di essermi trovata difronte ad una piacevole sorpresa; a comporre la storia vanno tutti i tipici fattori della letteratura di King: l' isolamento, l' introspezione psicologica, l' eclissi e il "mostro" venuto dall' oscurità; anche se quest' ultimo elemento si rivela alla fine in un' inaspettato colpo di scena. Parte portante del libro è, ovviamente, l' introspezione di Jessie che si fa sempre più delirante e sconnessa, portandole, e quindi portandoci, a confondere realtà con follia..
In generale perciò un buon libro, che mi sento di consigliare ai più, certamente non a chi non apprezza le storie con poca azione e molta introspezione.

CONSIGLIATO: si.
PRELUDIO:
"Jessie sentiva la porta di servizio che sbatteva piano, a intervalli regolari, nella brezza d' ottobre che soffiava per la casa. In autunno lo stipite si gonfiava puntualmente e occorreva tirare la porta con forza per serrarla. Questa volta se ne erano dimenticati. Pensò di dire a Gerald di andare a chiuderla prima che ossero troppo lanciati, con il rischio che quel rumore le facesse saltare i nervi. Poi riflettè che date le circostanze era ridicolo. Avrebbe guastato l' atmosfera.
"Quale atmosfera?"
Bella domanda, quella. E mentre Gerald ruotava il corpo cavo della chiave nella seconda serratua, mentre udiva lo scatto lieve poco sopra l' orecchio sinistro, concluse che, almeno per lei, non c' era atmosfera da conservare. Proprio per questo si era accorta che la porta non era stata fissata a dovere. Per lei l' erotismo del rapporto schiava-padrone era stato di breve durata. Lo stesso non si poteva dire di Gerald. Indossava solo un paio di boxer ora e non aveva bisogno di quardarlo in faccia per vedere che il suo interesse per quel gioco era ancora più che vivo.
"Che stupidaggine", pensò, ma nemmeno la stupidaggine la raccontava tutta. C' era anche una punta di paura. Non le andava di ammetterlo, ma c' era."

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L' arpa d' erba

AUTORE: Truman Capote;
TITOLO/LINGUA ORIGINALE: the Grass Harp, inglese;
ANNO/EDITORE: 1951, Garzanti;
COLLANA: gli Elefanti;
GENERE: romanzo;
PAGINE: 116;
TRADUTTORE: Bruno Tasso;
ISBN: 978 88 11 67002 5;
PREZZO: 8, 50;
CITAZIONE:

"Era diventata per lui l' essere che egli aveva tanto cercato,
l' unica persona al mondo alla quale poteva dire tutto.
Ma forse, quando si può dire ogni cosa, non cè più nulla da dire"

VOTO: ♥ ♥
TRAMA:
Truman è solo un bambino quando resta sfortunatamente orfano sia di madre che di padre. A prendersi cura di lui rimangono solo due vecchie zie che abitano in una piccola città nel sud degli States: Verena, fiscale ed austera, il cui unico scopo nella vita sembra essere fare soldi e comandare su tutto e su tutti, soprattutto su sua sorella Dolly, che invece è l' esatto contrario, sempre mansueta, perennemente immersa in un sogno color rosa, come le stanze della sua camera.
Ma ben presto succederà qualcosa che finirà per rompere la vita tranquilla di Truman; l' unico rifugio per i fuggitivi sarà la casa sull' albero, cullata dalle voci della collina..

COMMENTO:
Leggendo la trama in breve sul retro copertina sembra quasi di trovarci di fronte ad una specie di rivisitazione de l' Antologia di Spoon River, invece devo ammettere che è un libro davvero ben scritto: la trama non è delle più avvincenti, anzi diciamo che non lo del tutto.. e forse un pò troppo spesso ci perdiamo in discorsi troppo "filosofici", e il personaggio principale rimane, tutto sommato, uno sconosciuto; ma la forza evocativa con la quale Capote riesce a rievocare ed imprire immagini poetiche e fantastiche è a dir poco impressionante, e ci incatena ad un libro che più che di parole, sembra fatto di immagini e profumi.

CONSIGLIATO: si.
PRELUDIO:
"Quando ho sentito parlare per la prima volta dell' arpa d' erba? Molto tempo prima di quell' autunno in cui andammo ad abitare sul sicomoro. In un autunno molto remoto, dunque; e certo fu Dolly a parlarmene, perchè nessun altro avrebbe pensato a quel nome: arpa d' erba.
Se, uscendo dalla città, imboccate la stada della chiesa, rasenterete di li a poco una abbagliante collina di pietre candide come ossa e di scuri fiori riarsi: è il cimitero Battista. Vi sono sepolti i membri della nostra famiglia, i Talbo, i Fenwick. Mia madre riposa accanto a mio padre e le tombe dei parenti e degli affini, venti o più, sono disposte intorno a loro come radici prone di un albero di pietra. Sotto la collina si stende un campo di alta saggina, che muta di colore ad ogni stagione; andate a vederlo in autunno, nel tardo settembre, quando diventa rosso come il tramonto, mentre riflessi scarlatti simili a falò ondeggiano su di esso ed i venti dell' autunno battono sulle sue foglie secche evocando il sospir di una musica umana, di un' arpa di voci.
Al di là del campo le tenebre del Bosco del Fiume. Fu certo in una giornata di settembre, mentre raccoglievamo radici nel bosco, che Dolly disse: -Senti? E' l' arpa d' erba, che racconta qualche storia. Conosce la storia di tutta la gente della collina, di tutta la gente che è vissuta, e quando saremo morti racconterà anche la nostra.-"

Il Codice da Vinci (romanzo)

AUTORE: Dan Brown;
TITOLO/LINGUA ORIGINALE: the Da Vinci code, inglese;
ANNO/EDITORE: 2003, Mondadori;
COLLANA: Omnibus;
GENERE: thriller;
PAGINE: 523;
TRADUTTORE: Riccardo Valla;
ISBN: 88 04 52341 7;
PREZZO: 18,60 euro;
CITAZIONE:
"Così oscuro l' inganno dell' uomo"

VOTO: ♥ ♥
TRAMA:
Jacques Sauniere, il curatore del Louvre, è stato assassinato, ma prima di morire ha lasciato uno strano messaggio in codice; gli unici in grado di decifrarlo saranno la nipote Sophie e lo studioso Robert Langdon, che verrà, però, ingiustamente incolpato dell' omicidio dell' uomo.. A i due non resterà che seguire le traccie lasciate da Souniere che li condurranno forse fino al Santo Graal, nel tentativo di scoprire la verità sul suo omicidio e sul più grande misterò della storia dell' umanità.

COMMENTO:
Un libro che ritengo sia stato veramente troppo sopravvalutato: vabbene che va a toccare argomenti religiosi molto controversi, ma in nessun momento è stato dato per fonte sicura e certa.. sinceramente non riesco proprio a concepire tutto in gran casino che ha sollevato la sua pubblicazione u_u
Tutto sommato cmq un romanzo
piacevole da leggere, che scorre piuttosto bene e si barcamena senza cedere mai troppo tra storia e thriller sebbene la struttura narrativa sia puramente da romanzo d' avventura per ragazzi più che da thriller "per adulti".. nel complesso quindi un semplice ma grazioso libro da spiaggia.

CONSIGLIATO: ni.
PRELUDIO:
"Rimasto solo, Jacques Sauniere tornò tornò ad osservare la saracinesca d' acciaio. Era in trappola; per riaprire la porta occorrevano almeno 20 minuti. Prima che qualcuno facesse in tempo ad arrivare a lui, sarebbe morto. Eppure, la paura che adesso l' attanagliava era assai superiore a quella della morte.
"Devo trasmettere il segreto"
Alzandosi in piedi a fatica, richiamò alla mente i tre fratelli assassinati. Pensò alle generazioni venute prima di loro, alla missione affidata a tutt' e quattro.
"Un' ininterrotta catena di conoscenze"
E all' improvviso, adesso, nonostante tutte le precauzioni e le misure di sicurezza, Jacques Sauniere era il solo legame rimasto, l' unico guardiano di uno dei più terribili segreti mai esistiti.
Rabbrividendo, si rizzò in piedi.
"Devo trovare un modo.."
Era intrappolato all' interno della Grande Galleria ed esisteva solo una persona al mondo a cui passare la fiaccola. Sauniere guardò le pareti della sua ricchissima prigione. La collezzione dei più famosi dipinti del mondo pareva sorridergli come un gruppo di vecchi amici."

LINK UTILI:
Sito web dell' autore (IT)

W.


AUTORE: Jennifer Lee Carrell;
TITOLO/LINGUA ORIGINALE: Interred with their Bones, inglese;
ANNO/EDITORE: 2007, Rizzoli;
COLLANA: --
GENERE: Thriller;
PAGINE: 517;
TRADUTTORE: Giovanni Garbellini;
ISBN: 978 88 17 017497;
PREZZO: 19.oo euro;
CITAZIONE:
"Il male che l' uomo fa gli sopravvive,
il bene è sepolto con le sue ossa."
VOTO:
TRAMA:
29 giugno 1613: il Globe Theater brucia portando con se non solo copioni e vestiti di scena, ma anche loschi intrighi e scomodi segreti.
29 giugno 2004: il Globe Theater viene ridato alle fiamme, ma stavolta quella che porta con se è la vita della professoressa Roz Howard, un' eminente studiosa shakespeariana.. prima di andarsene però riesce a far recapitare un piccolo pacchetto a quella che era stata la sua migliore studentessa, Kate Stanley, con su scritto "se lo apri devi seguirne la traccia". Kate capisce subito che fra la morte della studiosa nel misterioso incendio e il pacchetto cè una correlazione, così non le resta che accettare la sfida.. ma il rischio è altissimo, e la posta in gioco non è da meno: la vera identitàdi William Shakespeare.

COMMENTO:
Sicuramente non male come prima prova per uno scrittore, ma assolutamente poco valido come libro in se; la scrittura è buona e si fa leggere, ma la banalità della trama è sconvolgente: Kate riceve un indizio che la porta ad un altro e poi un altro, dando così il via a una speci di caccia al tesoro che mi riporta in mente fin troppo bene i libri d' avventura per bambini -__- inoltre troppo spesso ci si attacca a indizzi veramente poco consistenti ( più volte sono dovuta tornare in dietro a rileggere perchè non riuscivo a capire come cavolo si fosse arrivati a tale conclusione °_° ) oppure troppo didattici.. abbiamo capito che la scrittrice è una professoressa universitaria di letteratura inglese, ma non per questo tutti i suoi lettori sono altrettanto istruiti in materia! stesso discorso vale per le degressioni nel periodo del 16oo dove si parla dell' intrigo storico che gira attorno alla vera indetità di Shakespeare, che io ammetto di non aver capito, perchè assolutamente incomprensibili per hi non ha studiato a fonto la storia inglese del periodo -______-
In conclusione più che un libro mi è sembrato un modo dell autrice per far sapere al mondo che lei sa un sacco di cose sull' argomento, mascherato dietro una specie di romanzo-avventura che oscilla fra i lrbi per bambini e le puntate della Signora in Giallo...

CONSIGLIATO: no.
PRELUDIO:
29 giugno 1613
"Dal fiume si sarebbe detto che su Londra stessero tramontando due soli.
Il primo a ovest, in un tripudio di striature color rosa, arancio e oro. Il secondo sole a sud, aveva richiamato una folla di lance e battelli, chiatte e barconi sulle acque scure del Tamigi. Di fronte al troncone mozzo del campanile di Saint Paul, una cupa sfera arancione pareva aver mancato completamente l' orizzonte, per andare a schiantarsi sulla riva meridionale del fiume, dove, acquattate tra le taverne e i bordelli di Southwark, lanciava crude lame di fuoco verso il cielo della sera.
Non era un altro sole, questo era certo, sebbene qualche aspirante poeta avesse fatto rimbalzare quell' immagine a effetto di barca in barca. Era - ma forse già non era più - una costruzione che bruciava, il più acclamato dei teatri londinesi, che come uno scrigno racchiudeva i sogni della città: il magnifico Globe. E tutta Londra si era data convegno sul fiume per assistere allo spettacolo."

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