Il nome della rosa (libro)

AUTORE: Umberto Eco;
TITOLO/LINGUA ORIGINALE: //, italiano;
ANNO/EDITORE: 1980, Bompiani;
COLLANA: i Grandi Tascabili;
GENERE: giallo storico;
PAGINE: 533;
TRADUTTORE: --
ISBN: --
PREZZO: (edizione dell' 87, prezzo in lire) 8.000;
CITAZIONE:
"Non tutte le verità sono per tutte le orecchie."

VOTO: ♥ ♥ ♥ ♥
TRAMA:
E' il 1327 quando il dotto frate Guglielmo da Baskerville, accompagnato dal novizio e giovanissimo Adso da Melk, si reca in' abbazia del nord-Italia col compito di organizzare e mediare l' imminente incontro fra una delegazione francescana e una delegazione papale, che si terrà a breve proprio fra quelle mura. Al suo arrivo però si renderà subito conto che qualcosa di strano stà accadendo: un giovane monaco è morto da poco e in circostanze a dir poco inspiegabili.Guglielmo inizia ad indagare, con il consenso dell' abate che vorrebbe risolvere l' incresciosa situazione prima dell' arrivo della delegazione papale, ma nuove misteriose morti si susseguono senza pietà, e la chiave di tutto sembra celarsi proprio nella grandiosa biblioteca, unico luogo interdetto a i suo curiosi occhi.. Possibile che la chiave degli omicidi sia un libro? quale misterioso segreto si cela fra le inquetanti mura dell' austero ed imponente edificio della biblioteca?

COMMENTO:
Che dire.. riuscire a ascrivre un libro di questo calibro, con tutte le divagazioni filisofiche del caso, e riuscira a renderlo così scorrevole e piacevolmente leggibile denota sicuramente una bravura senza pari dell' autore. E' anche vero che da Eco non potevamo mica aspettarci bricioline..
La storia è da subito interessante, grazie senza dubbio alla folta presenza di personaggi ben caratterizzati ed assai particolari [primo fra tutti ricordiamo lo stesso Guglielmo, ma anche Salvatore o il vecchio Jorge] che ci accompagnano per tutto il libro in un interessante snodarsi fra omicidi da risolvere e divagazioni storico-filosofiche.

La scrittura, come già detto, è piacevolmente godibile nonostante usi termini non proprio consueti al nostro modo di parlare; anzi, avvalendosi anche di frequenti citazioni latine, l' autore ricostruisce anche grazie alla scrittura un mondo medievale vero e proprio che ci cattura e ci "costringe" a non staccare mai gli occhi dal libro.
In conclusione non si può non dire che Il nome della Rosa non è solo un grande libro italiano, ma uno dei più grandi libri della letteratura moderna; Eco ci ha regalato quello che è destinato a diventare (ma che in parte già lo è) un vero e proprio pilastro.

CONSIGLIATO: assolutamente si.
PRELUDIO:
"-Ci sono dunque in biblioteca dei libri che contengono menzogne..-
-I mostri esistono perchè fanno parte del disegno divino e nelle stesse terribili fattezze dei mostri si rivela l potenza del Creatore. Così esistono per disegno divino anche i libri dei maghi, le kabbale dei giudei, le favole dei poeti pagani, le menzogne degli infedeli. E' stata ferma e santa convinzione di coloro che hanno voluto e sostengono questa abbazia nei secoli, che anche nei libri menzogneri possa trasparire, agli occhi del lettore sagace, una pallida luce della sapienza divina. E perciò anche di essi la bibliotca è scrigno. Ma proprio per questo, capite, essa non può essere penetrata da chiunque. E inoltre- aggiunse l' Abate quasi a scusarsi della pochezza di quest' ultimo argomento, -il libro è creatura fragile, soffre l' usura del tempo, teme i roditori, le intemperie, le mani inabili. Se per cento e cento anni ciascuno avesse potuto luberamente toccare i nostri codici, la maggior parte di essi non esisterebbe più. Il bibliotecario li difende dunque non soo dagli uomini ma anche dalla natura, e dedica la sua vita a questa guerra contro le forze dell' oblio, nemico della verità.-
-Così nessuno, salvo due persone, entra nell' ultimo piano dell' Edificio..-
L' Abate sorrise: -Nessuno deve. Nessuno può. Nessuno, volendolo, vi riuscirebbe. La iblioteca si difende da sola, insondabile come la verità che ospita, ingannevole come la menzogna che custodisce. Labirinto spirituale, è anche labirinto terreno. Potreste entrare e potreste non uscire. E ciò detto, vorrei che voi vi adeguaste alle regole dell' abbazia.-
-Ma voi non avete escluso che Adelmo possa essere precipitato da una delle finestre della biblioteca. E come posso ragionare sulla sua morte se non vedo il luogo in cui potrebbe aver avuto inizio la storia della sua morte?-
-Frate Guglielmo,- disse l' Abate in tono conciliante, -un uomo che ha descritto il mio cavallo Brunello senz avederlo e la morte di Adelmo senza saperne quasi nulla, non avrà difficoltà a ragionare su luoghi a cui non ha accesso.-
Guglielmo si piegò in un inchino: -Siete saggio anche quando siete severo. Come volete.-
-Se mai fossi saggio, lo sarei perchè so essere severo.- rispose l' Abate."

LINK UTILI:
Postille a "Il nome della rosa"
Intervista a Umberto Eco sul libro
Sito web ufficale dell' autore

POST CORRELATI:
*RECENSIONE del film*

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Io l'ho letto cinque volte...no per far capire il livello di gradimento nei confronti del romanzo XD
Ale55andra

Afush ha detto...

Cocncordo in pieno con la tua recensione. Un "pilastro" della letteratura italiana contemporanea. L'ho letto al liceo e mi regalò molte suggestioni...

Afush

Smilla* ha detto...

Un pilastro della letteratura italiana, e non solo. un vero capolavoro.

cinemaleo ha detto...

Un libro geniale che onora la letteratura italiana

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